Che cosa aspettarmi da lei?

“Studio per testa di donna” (1483-1488), di Leonardo Da Vinci

Che cosa aspettarmi da lei, quando verrà? Che sia bella, perfetta, dotata d’ogni grazia e splendore umano? Scenderà da una lunga scalinata, indossando un abito lungo che ne risalti il corpo sinuoso e le curve morbide? I suoi capelli corvini le incoroneranno il capo e saranno un rifugio profumato, insieme al suo petto e al suo grembo, per me, quando, stanco e disanimato dalla vita, vorrò trovare in lei riparo? Sarà lì ad aspettarmi tutte le volte che cadrò, lungo il cammino, per ridare senso alla mia esistenza?

La sogno vestita di bianco, pura, senza macchia né difetti, agnello pasquale preparato per me da tutta la vita, come io non sono, come io non sarò mai. La immagino distesa in un letto di rose, morbida, voluttuosa al punto giusto, una signora solo mia, per sempre bella. La vorrei colta, intelligente, ironica, ma non più di me! Che non mi rubi la scena, che stia un passo dietro a me, che si prenda cura dei nostri figli; che abbia una carriera, la sua realizzazione, ma resti sempre mia, curata, femmina, giovane, tutta per me. Mi piacerebbe che sapesse cucinare come mia madre, che fosse amorevole, ben disposta, sempre sorridente ed attenta ai miei bisogni, eppure mai stanca, mai triste, mai sola… Spero sia un po’ gelosa, cosicché io mi senta al centro del suo mondo, che abbia bisogno di me, ma, nello stesso tempo, sia generosa e comprensiva, lasciandomi spazio per i miei amici, per le mie attività, per i miei sogni: che mi sostenga in quello che faccio.

Rileggo le mie parole, che lascio lì, senza correggerle, senza smussare nessuno spigolo, senza vergognarmi di quello che ho scritto, bensì tenendole come monito per rammentarmi sempre quanto io sia maschilista, egocentrico e corrotto, completamente l’opposto rispetto a quanto chiedo a Dio ogni giorno di divenire.

Già, divenire… Credo che molto sia stato detto sull’amore e non spetta certo a me aggiungere altro. Tuttavia, quello che ho sperimentato conoscendo il Vero Amore è che esso dona la forza proprio di divenire ciò che realmente si è, ciò che realmente si sente di volere e dover essere. Credo che questo tipo di amore trasformante, potente, gratuito, fonte di vita lo si trovi soltanto in Cristo. Se un giorno lei, se esiste, verrà da me, le parlerò di questo, condividerò con lei questa mia esperienza e tutta la ricchezza che ho ricevuto, poiché, da solo, non sono ricco di nulla e nulla avrei da offrirle, ma solo da rubarle.

Chiederò al Vero Amore di insegnarmi a guardarla con altri occhi per vederla come lei realmente è, con tutti i suoi bisogni, i suoi difetti, le sue virtù e quelle piccole cose che la rendono unica e le dirò che ho imparato ad essere sposato già prima di incontrarla, perché, in fondo, la vocazione cristiana è questa: essere sposati. Che si sia consacrati, laici o uniti in matrimonio con qualcuno, se si conosce e si ama Cristo, si è sposati innanzitutto con Lui, ci si impegna in un rapporto costante con Lui, lo si ama perché si è amati in primo luogo da Lui. Questo è ciò che chi vive fuori dalla relazione con Cristo non potrà mai comprendere: un cristiano è sposato con il suo Signore e non solo non deve, ma non vuole tradirlo, commettere adulterio, a meno che Egli non sia sacramentalmente presente in un’unione, rendendo una sola carne coloro che si uniscono in matrimonio.

In questo modo, un cristiano è già felice e realizzato, anche prima di sposarsi, e non ha bisogno che arrivi un’altra persona a consolarlo, a prendere su di sé le sue pene, a riempire i vuoti, piccoli o grandi, che rendono, a volte, oscura la nostra esistenza. No, un cristiano ha già Chi fa questo ogni giorno per lui. Inoltre, da sposo di Cristo, un uomo impara che amare una donna è condividere con lei tale rapporto con Gesù, il quale diviene la fonte di ogni felicità, causa e fine per cui una relazione rimane viva, sorgente da cui scaturirà un’acqua che renderà l’uomo e la donna una sola cosa, una sola persona capace di generare figli carnali e spirituali per il Padre Celeste.

Molte persone, recentemente, dicono di vedermi più sereno, più spensierato, più maturo. Se vedessero la lotta che devo sostenere dentro di me non tanto con la vita e con le sfide che questa mi pone, quanto con me stesso, il principale ostacolo che si frappone tra il mio ego e la persona che realmente sono, forse la loro opinione cambierebbe. Nondimeno, posso dire che è proprio vero, sono sereno, sono una persona completa e sposata, non abbandonata, non sola, perché Dio mi ha sposato alla mia vita, alla mia vocazione quotidiana, agli affetti ed al lavoro di ogni giorno. Non mi manca niente e sono felice.

E’ con questa consapevolezza che posso dire di aver compreso che, se e quando lei verrà da me, vestita di stracci o di seta, non potrò certo aspettarmi che soddisfi le mie esigenze in toto, non potrò certo chiederle di diventare chi voglio io… Piuttosto, entrambi ci sposeremo in Cristo e con Cristo, per essere una nuova persona, due facce della stessa medaglia, due mani tese verso coloro che a noi vorranno aggrapparsi, due fari che illumineranno la notte, due corsie della stessa strada, su cui cammineranno i nostri figli, i nostri amici, le nostre famiglie, due pilastri che sorreggeranno la casa della nostra famiglia.

A lei non chiederò di essere qualcuno che non è né io pretenderò di essere perfetto. Non credo che sia umano (almeno, io non ne sarei capace) amare qualcuno per tutta la vita nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia. Credo che il sollievo di tutti gli sposi e di quanti devono ancora sposarsi sia proprio il fatto che la grazia di Dio e l’unione con Cristo rendono i coniugi capaci di andare oltre l’umano, amandosi con un amore che non viene da loro e che annulla l’egoismo, le crisi, i dubbi e persino, se dovessero capitare, i tradimenti.

Che cosa aspettarmi, dunque, da lei? Che diventi con me, in Cristo, una carne sola.

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8 thoughts on “Che cosa aspettarmi da lei?

  1. Bello! È il primo articolo che leggo da questo blog, sei una persona sincera e con grande capacità di introspezione! Condivido la tua ricerca dell’Amore Vero e pregherò per te.

  2. Sei sicuro che ti serve questo “Cristo” per essere felice? Chi è costui se non un parto dell’immaginazione umana? Non ti serve Cristo cosi’ come non ti serve Babbo Natale o Cappuccetto rosso.
    Per essere sereno e realizzato non hai bisogno di una persona che. (se realmente esistita) è vissuta e morta più di duemila anni fa in una sperduta provincia dell ‘impero romano, all’epoca lorda di messia e profeti e povera di uomini di buon senso.
    Goditi la vita e sii felice. E’ il dono più prezioso che hai. E ne hai solo una a disposizione. Dedicati ai vivi. Dedicati alla vita. Hai tanto amore da dare. … ama e sii felice. Un abbraccio.

    • Scusa, ma chi sei tu per credere di sapere che cosa mi ci vuole per essere felice? Chi sei tu per dirmi che quanto di più reale esiste al mondo è solo un parto dell’immaginazione umana? Lo puoi provare? Io posso provarti che quella persona “morta e vissuta duemila anni fa” mi ha cambiato la vita e mi ha reso pienamente felice. Tu puoi dire lo stesso di te?

      Io mi sto già godendo la mia vita, consapevole più che mai che essa è un dono per me e per quelli che tu chiami “vivi”. Se tu stessa affermi che la vita è un dono, implicitamente ammetti che qualcuno ce l’ha donata. Ebbene, io ho deciso di appartenere a quel qualcuno. Ed è pur vero che la vita è una, ma io so che ce n’è un’altra che ci aspetta, ancor più reale, ancor più felice, eterna. Mi dedico già ai vivi. Mi dedico già alla vita, perché essa mi è stata donata, come dici tu, ma non è possibile capire quanto questa vita sia un dono se non se ne conosce il Donatore.

      Un abbraccio e grazie per il tuo commento e per il tuo interesse per il mio post

      • grazie della risposta.
        Hai ragione almeno su una cosa. Non sono nessuno per poterti dire cosa ti serve per essere felice. O meglio: sono un semplice essere umano che ha letto il tuo articolo, e di istinto, di primo acchito ha voluto esprimere un opinione e dare un consiglio.
        Hai ragione anche sul fatto che non posso provare la non esistenza del Cristo e dello spirito santo. Ma non posso dimostrare, e non puoi darmi torto, nemmeno l’inesistenza del karma, della reincarnazione, del dio cattivo di Scientology e della befana,

        Ottima cosa che ti stai godendo la vita. Allora il mio augurio si trasforma in un invito a persevare.
        Personalmente di questo dono, che non ho sempre ho apprezzato , mi sento di ringraziare principalmente due persone: Mamma e papà.
        Non capisco la frase “appartengo a Dio”. Non significa niente. E’ come dire..appartengo alla vita, appartengo a questo mondo, appartengo all’universo, a madre natura, a “Gaia”,all’Essere di Heidegger..si può continuare fino allo sfinimento.
        In realtà, in questo battito di ciglia (rispetto all’età dell’universo) che è la nostra vita. si appartiene fondamentalmente a se stessi.
        Poi, ci sono i legami che danno colore alla nostra esistenza. I rapporti affettivi, la famiglia, gli amici, gli amori, gli ideali, l’empatia per il prossimo, i piaceri, le sfide, il senso di responsabilità per le generazioni future, il rispetto per la bellezza, per la natura e per l’universo,
        Tutte queste cose che rendono questa strana scimmia cervellotica così speciale e così diversa dai nostri parenti delle altre specie animali.
        Non credo in entità sovrannaturali. Non mi servono. La mia ragione di vita non può dipendere da soggetti mitologici inventati dall’uomo. Ritengo inoltre che queste credenze abbiano arrecato tanti danni all’umanità.
        Diciamo che mi trovo d’accordo con il John Lennon di Imagine, ma anche con Voltaire (con riserva).
        Riformulando la sua famosa massima. Non sono d’accordo con la tua opinione e la tua visione del mondo, ma entro certi limiti (finchè non leda alla mia libertà), combatterei(se possibile eviterei di morire ) affinchè tu abbia sempre il diritto di manifestarla.
        Finchè il rispetto è reciproco fila tutto liscio 🙂

        Chiudendo con la felicità. Che era il vero tema del tuo articolo, insieme all’amore.
        Non c’è una ricetta unica per raggiungerla. Se la riesci a trovare nella religione ben venga. Continua ad essere felice e vivere al meglio!

        Buona giornata!

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